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    A che punto è la nostra libertà?

    Vogliamo per un momento camuffarci noi da esperti di sociologia applicata alle nuove (o vecchissime, solo nel frattempo un po’ peggiorate) patologie e azzardare una ben poco esaustiva risposta. Ovviamente è un bluff: non ci teniamo a sostituirci a nessuna figura addetta ai lavori prima citata, anche perché la schiera di tuttologi autoproclamatasi depositari del vero sapere e del retto vivere questa pandemia ha particolarmente infoltito. Ci limitiamo a stendere un veloce punto della situazione, a “fase 2” ormai entrata nel vivo. Orwell, Huxley, sindrome di Stoccolma riadattata al lockdown (finisco per innamorarmi dello Stato che mi nega la possibilità di una passeggiata all’aperto o di portare i figli al…

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    Almerigo giornalista e uomo.

    Il 19 maggio di trentatré anni fa andava oltre Almerigo Grilz. Primo giornalista caduto sui campi di battaglia dalla seconda guerra mondiale, dimenticato ‘dai più’. Nato a Trieste l’11 aprile 1953, la sua vita si divise tra l’impegno politico e il giornalismo. Militante fin da giovanissimo nelle formazioni del Movimento Sociale Italiano, guidò il Fronte della Gioventù triestino fino a diventare – a metà degli anni ’80 – consigliere comunale nella sua città con l’Msi. La passione politica di Grilz andò di pari passo con quella per il giornalismo, quello coraggioso che lo portò per lunghi periodi nelle zone di conflitto. Alla fine degli anni ’70 fondò il Centro Nazionale…

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    Un 29 aprile poco silenzioso

    Non siamo reduci dalla “veglia”, eppure siamo più stanchi e con lo sguardo pesto di chi, come ogni mattina normale di un giorno normale di una vita normale, si è destato dal letto prima di recarsi al lavoro o a scuola. Non abbiamo passato l’ultima notte insieme, con lo sguardo rivolto a quelle lettere rosse dipinte su un murales, sovrastato da una corona d’alloro le cui foglie di verde e di vivo non avevano più nulla e che già pareva salutare con gioia il momento del “passaggio di consegne” con un’altra, nuova e rigogliosa, per davvero simbolo di quella gloria poetica decantata nei miti greci, che avremmo sistemato il giorno…

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    La “fase 2”…nel nome di Schauble?

      Forse, sulle prime, il messaggio non è giunto appieno. Probabilmente si dovrà attendere ancora un pochino prima che il “mainstream”, o il discorso pubblico come una certa carità (linguistica) di patria supplicherebbe, si accorga del salto qualitativo che le recenti dichiarazioni di Wolfgang Schauble, presidente del Bundestag tedesco, genereranno da qui alle prossime settimane le quali si annunciano, almeno da noi, ancora di chiusura forzata. Cioè, uguali a quelle passate. Perché affermare, di questi tempi nei quali il dibattito gravitante intorno a come/quando/perché cercare di superare la fase emergenziale della pandemia virale appare mosso unicamente dal principio “inviolabile” della “tutela-della-salute-prima-di-tutto”, che “la dignità delle persone viene prima della salvaguardia…

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    Dimenticare il 25 aprile

    L’annuale chiamata a raccolta della partigianeria italiana è stata lanciata anche in questo 2020. Nell’Italia travolta dal Coronavirus, il governo ha dato il via libera alle cerimonie del 25 aprile accogliendo anche la richiesta dell’Anpi: “Le associazioni partigiane e combattentistiche potranno partecipare alle celebrazioni per il 75° anniversario della Liberazione, naturalmente in forme compatibili con l’attuale situazione di emergenza”. Perchè, di questi tempi, in Italia si può negare la celebrazione dei funerali, ma non quella della ‘liberazione’. L’Anpi vuole che “il 25 aprile il Paese intero canti Bella Ciao, c’è bisogno di speranza e unità”. In mancanza dei soliti cortei con in testa politicanti sorridenti, compagni vecchi e nuovi invitano…

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    Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito.

    C’è gran cagnara attorno al discorso, l’ennesimo, del premier Conte. Dividendo, se fosse possibile ancor di più, gli italiani inchiodati davanti agli schermi, in questo che è il più grande esperimento sociologico di sempre. Il tifo organizzato dei seguaci dell’oramai ex-avvocato del popolo, trasformatosi in un comiziante politico 2.0, si avvalgono di armi un poco spuntante, ma comunque capaci di parar bene i colpi degli avversari. Avversari, l’opposizione neo-sovranista, che qualche scheletro nell’armadio ce l’avrebbe pure, ma che dato il periodo storico e data la situazione odierna di sospensione delle prerogative parlamentari, forse andrebbe trattata con un po’ più tatto istituzionale. Il MES nasce da lontano, in effetti. E si…

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    Alcune domande sulla Libertà ai tempi del COVID-19

    La domanda, di questi tempi “nuovi”, è di quelle decisive. In una situazione d’emergenza possono essere compressi e quanto diritti e libertà personali? Già nel 2001, con la “scusa” della lotta ad Al Qaeda, l’Occidente ha risposto di sì. I cittadini hanno sostanzialmente accettato di essere più controllati, di godere di minore libertà di movimento, di non storcere troppo il naso di fronte al fatto che i loro governi mettessero in atto pratiche che in altre situazioni sarebbero state considerate indecenti, come la tortura o i rapimenti all’estero di presunti terroristi, di avere uno Stato che si introduceva anche in profondità nelle loro vite private. Abbiamo già l’esercito nelle strade,…

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    Fratelli d’Italia non solo a fatti, ma anche a parole.

    Le vicende delle ultime settimane hanno ri-portato alla luce il gravissimo problema di controllo dei mezzi di produzione nazionali, che non è solamente un revanscismo di politiche autarchiche, quanto proprio della localizzazione fisica all’interno dei confini che avrebbe, e necessariamente dovrà avere per il futuro, un ruolo fondamentale nelle scelte politiche che si devono intraprendere. Ma chi sarà in grado di farlo? Siamo una nazione a sovranità limitata, questo è chiaro ed evidente. Prima stretta nella morsa dei paesi NATO, ora al laccio di una unione europea che sembra ostacolare ogni nostra volontà di crescita. Ma non c’è peggior schiavo di quello che non vuol esser liberato, si diceva un…

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    COVID: ANNO ZERO

    Che le certezze globaliste sarebbero state messe in discussione dallo tsunami COVID era chiaro sin da subito. I pasdaran delle teocrazie liberiste si sono difatti messi subito su posizione difensive, cominciando un fuoco di sbarramento comunicativo contro la presa di coscienza di mezzo mondo. Ma la battaglia è cominciata appena e se la crisi non dovesse risolversi entro primavera, probabilmente andranno ripensati non già le abitudini e gli stili di vita di “noi occidentali” quanto piuttosto buona parte degli schemi geopolitici con cui siamo abituati a confrontarci. Partiamo dalle patrie. Date per morte e defunte, quella italiana lo era già da un pezzo in verità, sono state riesumate e riportate…

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    ITALIA e VIRUS: ma NOI CI SIAMO!

    L’Italia ha molteplici sfaccettature, i suoi abitanti hanno abitudini molto diverse tra loro. Anche le lingue, nella loro forma dialettale, sono distanti anni luce. Ma questa diversità è anche la sua forza, lo è sempre stata, anche nei momenti più bui. Racconteremo perciò come la “stanno vivendo” le sue città e suoi cittadini, per darvi non solo un resoconto di cronaca, quello potete vederlo tranquillamente sui servizi h24 della televisione, ma proprio per scavare nel profondo e nell’intimo di quel sogno chiamato Patria. Sappiamo bene che tra isterismi e cialtronerie è stato fatto un disastro, ma in questa sede parleremo degli stati d’animo di un popolo che non si è…