• Militanza

    Ugo Venturini, ricordo di un martire

    L’antifa avanza di corsa roteando alta sulla testa una cinghia dalla grossa fibbia, i suoi occhi sono pregni di odio bestiale, proferisce ingiurie, bestemmie, minacce. Colpisce il lunotto dell’auto sfondandolo, ancora vetri in quella piazza. Elemento scatenante Ugo Venturini, militante missino ferito a morte dal lancio di una bottiglietta in vetro nel 1970. Loro, i nuovi partigiani, sono lì giunti per contrastare chi non dimentica. Per loro quella è sempre Genova la rossa, la città medaglia d’oro alla resistenza, la sede della rivolta antifascista del 1960. Per loro quelle carogne non hanno neppure il diritto di commemorare un morto. Eravamo nel 1978 quando vidi per la prima volta il ritratto…

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    Un 29 aprile poco silenzioso

    Non siamo reduci dalla “veglia”, eppure siamo più stanchi e con lo sguardo pesto di chi, come ogni mattina normale di un giorno normale di una vita normale, si è destato dal letto prima di recarsi al lavoro o a scuola. Non abbiamo passato l’ultima notte insieme, con lo sguardo rivolto a quelle lettere rosse dipinte su un murales, sovrastato da una corona d’alloro le cui foglie di verde e di vivo non avevano più nulla e che già pareva salutare con gioia il momento del “passaggio di consegne” con un’altra, nuova e rigogliosa, per davvero simbolo di quella gloria poetica decantata nei miti greci, che avremmo sistemato il giorno…

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    Foibe: ricominciare da capo!

    Una decina di anni or sono pensavamo di essere giunti alla fine di un percorso. Le Foibe finalmente furono portate all’attenzione pubblica, il velo di omertà che le nascondeva venne squarciato, la sorte dei nostri connazionali delle terre di confine orientali fu infine riconosciuta anche dalle istituzioni. Le battaglie portate avanti per decenni dai ragazzi “di destra” furono giustamente vinte e rivendicate. Il terreno su cui ci muovevamo era insidioso perché da un lato c’era un sistema di controllo dell’agenda culturale ideologicamente schierato contro la verità. Dall’altra c’era la paura di venir strumentalizzati per calcoli partitici e di anticomunismo di facciata. Lo sentivamo come un dovere verso nostri fratelli, che…

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    Corneliu Zelea Codreanu – le tre prove – pt.2

    Seconda Prova: la selva delle fiere selvagge Superato il monte della sofferenza, il legionario non pensi che la strada dura sia finita. Egli continuando nel sentiero, troverà davanti a sé una selva: la selva delle fiere selvagge. Dai margini della selva si sentono le urla delle fiere pronte a uccidere e divorare chiunque si addentri in essa. Chi è codardo e insicuro si ferma. Al contrario, chi ha scelto la lotta come essenza della propria esistenza, prosegue. La selva rappresenta la prova del Coraggio. Le bestie che la dominano rappresentano i nemici che il militante incontrerà durante il suo cammino: i mezzi di informazione, i politicanti, i servi del potere,…

  • Approfondimenti,  Formazione,  Militanza

    Corneliu Zelea Codreanu – le tre prove – pt.1

    Corneliu Zelea Codreanu nella sua visione di esistenza pone come principio assoluto la rettificazione dell’uomo, affermando più volte nei suoi pensieri che la prima vera rivoluzione che un uomo o un movimento devono compiere è quella dello Spirito. Secondo Codreanu senza questa rivoluzione interiore, non può esistere un rivoluzionario in grado di definirsi tale e cambiare le regole del gioco nel mondo moderno. Questo cambiamento ha come passaggio obbligato e continuo un processo di maturazione e consapevolezza di sè che dovrà essere incarnato e incrementato per tutta l’esistenza dal legionario. Questo processo di crescita, definito come la Formazione dell’Uomo Nuovo: punta alla trasformazione del carattere, dello stile e dell’azione dell’individuo…

  • Approfondimenti,  Militanza

    Niente di nuovo all’Alcazar. Oggi come ieri…

    La Spagna ha certamente un suo fascino. Le spiagge, le consumazioni a basso prezzo, la movida, le città dalle influenze romane, gotiche e arabe. Le mete più gettonate sono le isole Canarie e Baleari ma anche grandi centri come Siviglia, Barcellona e Madrid. A mezz’ora dalla capitale, però, si trova una cittadina che non ha il blasone di quelle menzionate pocanzi ma che merita sicuramente una visita, poiché Toledo e il suo edificio storico, l’Alcazar, sono i protagonisti di una delle più importanti manifestazioni di eroismo della storia spagnola. Possiamo ben dire che l’esempio, in questo periodo storico di attacco di forze sovversive, sia il più alto da seguire. El…

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    20 marzo 1919, alla Dalmine le basi del 23 marzo.

    Tre giorni prima della costituzione dei Fasci di Combattimento, esattamente il 20 Marzo di cento anni fa, a seguito della prima occupazione con autogestione operaia di una fabbrica in Italia, la Franchi – Gregorini di Dalmine (Bergamo), Mussolini tenne un appassionato e memorabile discorso alle maestranze, che può essere definito come una sorta di manifesto programmatico del Fascismo. La Dalmine come altri stabilimenti sottoposti a riconversione post bellica della Grande Guerra conobbe un periodo di alta conflittualità sociale derivante dai licenziamenti per l’inevitabile riduzione della produzione ed una contestuale crescita di rivendicazioni sindacali. Un primo tentativo di cavalcare la protesta operaia da parte della CGdL fallì, così la Uil e…

  • Attualità,  Militanza

    Ripartire dall’esempio della Vandea?

    “La nostra patria è la nostra Fede, la nostra terra. Ma la loro patria, che cos’è? Lo capite voi? Vogliono distruggere i costumi, l’ordine, la Tradizione.” Questo è ciò che diceva François de Charette, comandante dei vandeani durante i moti insurrezionali e soprannominato “Le Roi de La Vandèe”, il Re della Vandea. Fa rabbrividire pensare che questa frase, detta circa 200 anni fa, è molto attuale. Sì, perché come successe durante la Rivoluzione Francese anche oggi c’è chi vuole distruggere la nostra Identità, la nostra Tradizione. Anche oggi c’è chi vuole distruggere il concetto di Patria e di nazione, al fine di portare avanti una nuova idea di “patria”, se…

  • Attività,  Militanza

    Torna a sventolare il tricolore, là dove riposano gli eroi.

    Pochi sanno che a Palermo è presente il Sacrario militare dedicato ai caduti Italiani, della prima e seconda guerra mondiale. Un luogo dove ogni singolo nome inciso sul marmo racconta la sua storia di sacrificio ed eroismo, uomini caduti per l’onore d’Italia, per difendere i confini di questo sacro suolo, e per chi fa proprio l’ideale del sacrificio per la Patria, rappresenta un punto di riferimento spirituale. Questo luogo, che rappresenta le radici della nostra Terra, ad oggi è lasciato a se stesso, abbandonato all’incuria , specchio della società moderna che abbandona le proprie radici e la propria identità, calpestando la memoria di chi con il suo estremo atto ha…

  • Formazione,  Militanza

    DURARE per resistere alla notte più lunga della Civiltà.

    Sul palazzo delle poste di Viterbo, costruito nel 1936 in piena epoca fascista, sotto l’orologio della torre c’è un’iscrizione quanto mai impegnativa: DURARE. Impegnativa perché sanciva una differenza netta tra la politica di ri-costruzione voluta dal regime e l’esigenza democratica del voto impegnata invece nell’immediato e nel contingente. Un politico guarda alle prossime elezioni; uno statista guarda alla prossima generazione, ammonirà infatti De Gasperi. Ma il punto è che quel verbo coniugato all’infinito definisce una priorità decisiva. Il tempo non si esaurisce, non è linea retta verso una fine, ma è parte d’un disegno ben chiaro per chi ha occhi e cuore per vedere. Il tempo, il giorno, la vita,…