Formazione,  Militanza

DURARE per resistere alla notte più lunga della Civiltà.

Sul palazzo delle poste di Viterbo, costruito nel 1936 in piena epoca fascista, sotto l’orologio della torre c’è un’iscrizione quanto mai impegnativa: DURARE.
Impegnativa perché sanciva una differenza netta tra la politica di ri-costruzione voluta dal regime e l’esigenza democratica del voto impegnata invece nell’immediato e nel contingente.
Un politico guarda alle prossime elezioni; uno statista guarda alla prossima generazione, ammonirà infatti De Gasperi.
Ma il punto è che quel verbo coniugato all’infinito definisce una priorità decisiva.
Il tempo non si esaurisce, non è linea retta verso una fine, ma è parte d’un disegno ben chiaro per chi ha occhi e cuore per vedere.
Il tempo, il giorno, la vita, finiscono per poi rinascere e poter così DURARE.
Oggi, nel giorno più corto dell’anno, quando tutto sembra volgere al termine, quando la luce sembra cedere il passo alla notte, quando la morte sembra aver sopraffatto la vita, fuochi saranno accesi per far DURARE la luce e portarla al nuovo giorno, ove il sole rinascerà come è giusto e naturale che sia.
Oggi il nostro compito è proprio questo.
Accendere fuochi nella notte più oscura della nostra civiltà, per poter dare speranza a chi la luce l’ha smarrita.
E poter DURARE.
Perché l’uomo nuovo, animato dalla certezza del sole che sorgerà l’indomani, ha il dovere di resistere e combattere.
Per poter DURARE.

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