Attualità

I Nuovi Mostri al tempo del Coronavirus

Nella grande difficoltà del periodo che stiamo vivendo, in mezzo a tante belle parole di solidarietà, c’è anche chi non ha perso l’occasione per tacere, rivelandosi, ancora una volta, tramite la bassezza delle proprie opinioni.

La drammaticità della situazione che ha costretto tutta Italia in casa è stata – ahinoi – terreno fertile per gli intellettualoidi nostrani, pronti e indomiti a sfoggiare perle di un raro cattivo gusto. A cominciare dalla finissima Michela Murgia, che, a inizio epidemia, ospite televisiva di Daria Bignardi, si lasciava gradevolmente andare così: “Ho viaggiato comodamente in un aereo semivuoto e sono arrivata in una città senza traffico. Può durare un altro po’ questo virus?”. E ancora: “Se il risultato è la vivibilità delle strade, io ci metterei la firma”. Battutacce in prima serata, in barba a un Paese sofferente che si preparava ad essere messo in ginocchio dal nemico invisibile.

Dalla Murgia a Roberto Saviano, che, dall’alto del suo attico newyorkese, non ha esitato a strumentalizzare la regolarizzazione degli immigrati da parte del governo portoghese, decretando sui social: “Se l’Europa vuole realmente sopravvivere come entità politica a questa crisi, deve guardare a Lisbona perché solo la tutela dei più deboli – europei e nuovi europei – potrà costituire quel patrimonio morale necessario per ripartire”.
Dunque, il prode Saviano, a fine marzo – nel momento peggiore dell’epidemia in Italia – lanciava lesto la sua freccia immigrazionista, pur senza sprecare – non sia mai – il giusto fiato per la tragedia che stava investendo migliaia di italiani.
Seguito, nella propaganda, anche dal sindaco della falcidiata Bergamo, Giorgio Gori (“Quest’anno chi raccoglierà gli ortaggi e la frutta? Servono almeno 200 mila lavoratori extracomunitari. Serve subito un decreto flussi”), e dalla ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova: “Basta con le banalizzazioni degli anni scorsi, gli immigrati non sono nemici. Siamo noi ad aver bisogno di loro. Nonostante il corridoio verde per le merci e le persone non vogliono spostarsi: dobbiamo garantire loro che potranno lavorare in condizioni di assoluta sicurezza”.
Insomma, anche di fronte al Coronavirus che ci ha colpito e affondato, ricordiamoci sempre che abbiamo un bisogno cane degli immigrati.
La grande umanità a senso unico di certe aree politiche ha trovato poi un’elegante manifestazione nelle parole della deputata dem Lia Quartapelle, la quale, in seguito alla situazione ungherese con i pieni poteri assunti da Orban, ha caritativamente suggerito: “L’Europa agisca per difendere la democrazia. Siamo una comunità che si riconosce nello stato di diritto e nella libertà. Con questa decisione Orban si chiama fuori. No ad aiuti europei all’Ungheria contro il coronavirus”. Quando il “restiamo umani”, anche durante una pandemia, per i suoi paladini vale solo per ‘alcuni umani’.
Fino ad un’altra “vera” emergenza, ovvero la difesa del diritto all’aborto. Nella tremenda campagna lanciata negli ultimi giorni dalle associazioni abortiste, sostenuta, oltre che dal già citato Saviano, da personaggi ‘sempreverdi’ quali Laura Boldrini, Moni Ovadia e Valeria Fedeli, si propone, “visto il momento storico, di adottare misure urgenti per garantire ad ogni donna, sull’intero territorio nazionale, l’accesso al servizio di interruzione volontaria di gravidanza”, con l’obiettivo di facilitare l’aborto farmacologico da casa.
Le priorità dell’intellighenzia di regime non cambiano e vanno di pari passo con la sua follia. Più allogeni, più aborti. La potenza dell’assurdo non si ferma mai.
Sono loro, i Nuovi Mostri del Coronavirus.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *