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Istruzione o educazione? Combattere la follia gender nelle scuole

Da più parti d’Italia ci arrivano segnalazioni di genitori e studenti che denunciano la presenza di persone, associazioni e pseudo insegnanti, che irrompono nelle classi parlando di ideologia gender, cambi di sesso come scelta di vita e assurdità varie.
Spesso senza neanche capire cosa stia succedendo, questi studenti, in età adolescenziale, debbono dunque subire queste “lezioni” di vita, questi orientamenti esistenziali, questa educazione pubblica da parte dello Stato.
Ed il punto è proprio questo, poiché se questi “educatori” entrano nelle aule di una scuola pubblica con l’avvallo dei dirigenti scolastici, allora stiamo parlando di una vera e propria funzione educativa da parte dello Stato. Entriamo così in un territorio scivoloso, estremamente difficile da controllare,  un territorio nel quale si crea una dinamica d’indottrinamento e di plagio etico e morale nei confronti degli studenti, ma soprattutto entriamo in uno spazio incostituzionale, in quanto la costituzione in questo campo è molto chiara: l’educazione dei bambini spetta ai genitori, e non alla scuola, la quale invece deve provvedere all’istruzione degli stessi.

Ci siamo introdotti così nel punto centrale della nostra analisi, ovvero la differenza tra il concetto di educazione e quello d’istruzione. Il primo spetta alla famiglia, il secondo allo stato.

Ed allora perché accade con sempre più invadenza ed aggressività che il pensiero unico dominante entra nelle scuole a dettare le regole di vita? La riposta a nostro avviso è molto semplice: questo Stato e queste istituzioni, da non confondere con il concetto più alto, verticale e profondo di Patria, sono in difficoltà di consensi nei confronti di un popolo che sta cercando invece di rialzare la testa, di riconquistare una dignità perduta; di riaffermare dei valori antichi e nuovi quali la Patria, la famiglia tradizionale, la giustizia sociale. Insomma fanno questo per la paura che un popolo possa realizzare una rivoluzione etica che spazzi via l’impero dell’individualismo sovrano e tutte le sue deformazioni fatte di capricci ed isterismi che pretendono di trasformarsi in diritti riconosciuti per legge e quindi dalla morale pubblica.

Questo è il motivo per il quale tutto il mondo culturale e politico di sinistra sta armando tutte le sue truppe per intervenire nel settore chiave di una società: la scuola e l’educazione dei giovani. Attraverso la ricostituzione di uno “Stato etico” che rientra dalla finestra della storia, con delle finalità però ben differenti dallo “Stato etico” di gentiliana memoria, che al contrario trasmetteva dei principi e dei valori di altà moralità ai ragazzi. Oggi invece la sinistra progressista sta facendo esattamente il contrario, sta infatti frantumando la comunità fin nell’intimo di ogni singolo uomo, nelle sue zone più intime, più sacre, e fa tutto ciò per servire il suo padrone: il mondialismo ed il suo folle, delirante progetto di annullamento delle diversità, culturali e spirituali, di ogni singolo popolo, come di ogni singolo uomo. Il tutto condito dalla ormai cronica disonestà intellettuale che accompagna questi regimi moderni che non hanno neanche il coraggio di dire quello che sono, ovvero uno stato etico al contrario.

Vogliamo concludere con una massima filosofica di Platone, sempre attuale, proprio sul concetto di etica e di differenza tra i popoli. L’immenso filosofo greco diceva infatti: la bellezza ed il vivere bene, traggono ispirazione da quel mondo delle idee che si declinano nell’etica, nella morale degli uomini, e nelle loro organizzazioni sociali. E’ infatti il divino che si manifesta attraverso le leggi naturali, creando le differenze. Proprio l’opposto della globalizzazione, che invece tende ad uniformare verso il basso, tutto ciò che è alto.

Per questo ci batteremo davanti alle scuole in tutta Italia per fermare questo delirio relativista e globalista!   

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