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LA POLITICA ONLINE: INFOTAINMENT

La politica a portata di un click

La creazione di informazione without barriers, senza barriere, ha reso tutto senz’altro più comodo, più veloce, più istintivo e accattivante.

Tuttavia, quanto tutto ciò incide realmente nel nostro quotidiano?
La reazione veloce di un elettore su un social network è di una frazione di secondo: mi piace si, mi piace no. Quello che un elettore analizza non è il discorso di un ipotetico candidato politico, non è la tematica supportata, ma quello che di fatto, oggi, è di spessore per la realtà postmoderna è la familiarità che si ha con quel candidato. Il suo fascino virtuale e la vicinanza con i suoi “elettori della community” rendono un politico di professione più apprezzabile, irritabile, amabile o discretamente accettabile.

Il termine inglese Infotainment riassume perfettamente ciò che si assiste quotidianamente in un ordinario periodo pre e post campagna elettorale. Il programma di un partito è ben analizzabile sui social, si può commentare in tempo reale, si può ascoltare live il proprio favorito tramite dirette sui media, il tutto per rendere più vicino e familiare quel candidato ai nostri gusti.

Campagne elettorali che si trasformano in arene economiche, dove l’elettore è il consumatore che vuole ottenere la sua massima utilità appoggiando una proprosta elettorale rispetto ad un’altra. Il politico gioca il ruolo dell’impresa che vuole massimizzare i suoi profitti, i benefici dei suoi gruppi d’interesse, gli stakeholders, che finanziano le sue campagne social.
Questa la direttrice delle campagne elettorali secondo Pippa Norris.(1)

Ma l’elettore medio è consapevole di cosa andrà a votare?
Il moderno votante è cosciente in parte, vota non perché è un diritto e non sempre lo fa; non ha una vera connotazione politica; manca di ideologie, di valori che permettono una piena consapevolezza del suo voto. Ascolta i talkshow televisivi credendosi esperto di analisi politica, entra pienamente nel gioco dell’infotainment, informazione e divertimento.
È piacevole arrabbiarsi dietro ad uno schermo, va bene così finché nessuno contraddice l’altro, nessuno viene ascoltato da un pubblico.

Manca all’elettorato medio la conoscenza, egli soffre della “malattia del nascondino”: non si dice nulla per non avere problemi. Facile celarsi dietro una tastiera o credere alle “fake news”. Semplice condividere calunnie senza fondamento, ma si sa “La calunnia è un venticello”.

Informarsi, scendere in campo, alzare la propria voce quando qualcosa non piace, conoscere realmente ciò che i cittadini necessitano è il primo passo per ritornare alla politeia pura, conoscere ciò che caratterizza la propria città e avere confronti costruttivi. Un uomo senza valori non ha il coraggio e oggi più che mai questo manca: è più facile attaccare senza informarsi che chiedere spiegazioni. È più facile votare online che scendere in piazza. Meglio leggere una falsa notizia che documentarsi per arricchirsi culturalmente e umanamente.

La mediocrità purtroppo dilaga, aveva ragione Jhon Stuart Mill (2): “ Una mediocrità collettiva che tende a soffocare il carattere dell’individuo”. Infatti, si opprime una necessaria personalità politica individuale che manca, così, di uno sviluppo nella sua vitalità piena, della capacità di critica e di ricchezza culturale, lasciando il posto ad una più soffocata attitudine nel quotidiano e nella politica nel suo significato più puro.

Di Maria Giovanna Ruffoni

(1)https://sites.hks.harvard.edu/fs/pnorris/Acrobat/PSA2000%20Yearbook.pdf
(2)Manuale di storia del pensiero politico, Carlo Galli, edito Il Mulino.

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