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Persone come desideri

Per chi da tempo conosce ed avversa l’esaurimento valoriale che colpisce l’Occidente postmoderno, lo spoglia e lo rende schiavo del drago Ego, è solamente l’ennesimo passo discendente in una terra morta e desolata. Per altri, è un sentimento semplice ma impreciso, qualcosa tipo “no, così è troppo, dai, non si può”. Per altri ancora infine, va tutto bene, perché l’importante è fare ciò che vuoi nella vita, e tanto non fai male a nessuno.
Ma insomma, cos’è successo di tanto grave?

La storia di Lisa, del suo desiderio e del suo capriccio…

Lisa è una donna americana, madre di un bimbo, alle prese da anni con un problema di infertilità nella coppia. Un giorno il piccolo cresce, sente la mancanza di un fratello, e inizia a esprimere un disagio verso i genitori. Questi, infine, decidono di rivolgersi a un istituto per la fecondazione assistita, nella speranza di donare la Vita ad una creatura da amare.
Fin qua è tutto stupendo. L’Uomo ha ricevuto l’intelligenza, forse a causa di quella mela sull’albero della Conoscenza, forse grazie a Prometeo, forse inspiegabilmente da solo – non importa stabilirlo qui ed ora – ed ha progredito nella scienza medica per guarire la vita malata, curare la sofferenza, e persino aiutare nel suo scopo ciò che in noi è capace di riprodursi a compiere il miracolo Embrione.
E il miracolo è riuscito, a quella clinica americana. Ma c’è un piccolo problema: al posto di un maschietto, per la nuova creatura il Codice della Vita (chiamiamolo DNA) si lega nei cromosomi XX di una bimbetta.
E qui avviene il terremoto: per l’uomo-infante del 2018, Babbo Natale ha portato il giocattolo sbagliato, quello che proprio egli non voleva. Niente fratellino.
Che fare, abortire? Per Lisa non è che sia esattamente un violento abominio… bensì un bello spreco, dopo tutta quella fatica e soldi. Infatti, come scrive testualmente, “ci manca un maschio per completare la nostra famiglia”: e dunque, come una figurina Panini, l’embrione femmina diventa un’ottima merce di scambio verso un simile di sesso maschile.
Avete mai usato Marketplace di Facebook? È un ottimo posto per liberarsi o permutare tutte quelle cianfrusaglie che ci riempiono la casa. Scambio cyclette per forno a microonde. Vendo playstation 3. Con giochi. Scambio fratellino per sorellina. Si fanno ottimi affari.
Ora ci sono tutti gli elementi della vicenda: potremmo scriverne fiumi d’inchiostro o gigabytes di parole, ma forse aggiungerebbero davvero poco. Perché il problema è davanti agli occhi, e fa male, come un pranzo di gala gettato a terra davanti a una famiglia povera.
È questa la concezione dell’Uomo contro cui ci battiamo con più forza, quel pensiero che nega e calpesta l’inviolabilità dell’anima (laicamente: i diritti inalienabili dell’uomo), lontano anni luce dall’accoglimento – senza prezzo nè condizioni – di chi ne ha più bisogno.
I figli nascono perché qualcosa possa andare avanti – ma quel “qualcosa” non dobbiamo essere noi – con il nostro carrello della spesa di capricci e voglie. Il loro destino supera il nostro; il futuro appartiene a loro, il giorno in cui lasceranno il Nido per camminare verso il loro Sole.
E questo è quel “Dono” con cui abbiamo cominciato l’articolo: riconoscere che comunque vada la Vita è meravigliosa, e desiderare la condivisione di questa emozione con chi ancora dorme in una pancia – ignaro di tutti i mali, la cui anima è pura come il cielo dell’estate.

Fonti:
● http://www.lanuovabq.it/it/il-mio-embrione-e-femmina-lo-scambio-per-un-maschio
● https://nypost.com/2018/11/03/mom-to-the-internet-anybody-want-to-trade-my-girl-embryo-for-a-boy/

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