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Red Land rompe il silenzio sulle Foibe. Dopo 75 anni.

All’indomani dell’armistizio dell’8 settembre 1943 in Italia regnava il caos.
RSI e partigiani si confrontavano in una sanguinosa guerra civile, i tedeschi cercavano di rallentare la risalita degli anglo-americani che nel frattempo bombardavano le città italiane nella loro avanzata. Il governo Mussolini venne sostituito dopo 20 anni da quello provvisorio guidato da Pietro Badoglio, totalmente incapace gestire la situazione. Ad approfittare di questa condizione istituzionalmente debole e incerta fu l’esercito popolare di liberazione della Jugoslavia guidato dal Maresciallo Josip Broz Tito, che tentò un colpo di mano con la volontà di annettere alcune zone dell’Italia nord orientale al proprio territorio. L’Istria, la Dalmazia e parte del Friuli Venezia Giulia furono le aeree principalmente coinvolte.
Quella jugoslava fu una vera e propria invasione militare finalizzata a eliminare ogni traccia d’italianità. Decine di migliaia di istriani, giuliani e dalmati trovarono la morte durante i rastrellamenti. I titini sfruttarono le foibe, delle cavità carsiche profonde decine di metri presenti in questi territori, come teatro di morte per condurre un vero e proprio genocidio.

Una delle storie più toccanti, sicuramente la più conosciuta, fu quella di Norma Cossetto, studentessa universitaria istriana di 23 anni uccisa dai titini dopo essere stata violentata, nell’ottobre 1943.  La sua unica colpa fu quella di non rinnegare la sua italianità e di non voler aderire al movimento partigiano.

In questo contesto storico scorre la pellicola del film Red Land (Rosso Istria), realizzata da VeniceFilm che ha visto l’esordio come regista dell’italo-argentino Maximiliano Hernando Bruno coadiuvato dallo sceneggiatore Antonello Bellucco e dal produttore Alessandro Centenaro.

L’Istria e in particolare il borgo di Visinada sono la cornice paesaggistica dell’opera cinematografica, che ripercorre storicamente le fasi dell’invasione titina. La narrazione ha inizio nel maggio 1943, quando l’Istria era territorio italiano e la nazione stava vivendo gli ultimi mesi sotto la guida del Partito Nazionale Fascista e di Benito Mussolini.

Protagonista principale di Red Land è la figura di Norma Cossetto. Norma studiava presso la facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Padova, prossima alla laurea con una tesi dal titolo “Rosso Istria”, in onore della sua terra natale colorata di rosso dalla bauxite. La pellicola ci racconta la sua vita quotidiana in famiglia a Visinada, la significativa amicizia con la coetanea Adria, la semplicità di una ragazza di 23 anni, concentrandosi sulle vicissitudini che la coinvolsero negli ultimi mesi della sua vita. Il legame che più di tutti determinerà la tragica sorte della giovane fu senza dubbio quello col padre. Giuseppe Cossetto, infatti, era una figura di spicco del fascismo istriano, tanto da avere ricoperto diversi ruoli in politica: da dirigente locale del Fascio, fino a Podestà. Nel 1943, Cossetto era un ufficiale della Milizia che dopo l’armistizio fu trasferito al comando di Trieste. Questo legame di sangue, unito alla fiera italianità della giovane, rappresentavano per i titini delle “colpe” che non potevano restare impunite.

Parallelamente alla storia di Norma, la pellicola presenta le condizioni storiche che dal maggio all’ottobre 1943 cambiarono repentinamente le sorti del popolo italiano e istriano. Il film alterna scene di vita quotidiana a Visinada a situazioni meno ordinarie, come la reazione della popolazione alla dichiarazione di armistizio da parte di Pietro Badoglio e all’invasione titina.

Oltre alla figura di Norma, interpretata magistralmente da Selene Gandini, nelle diverse scene si affiancano altri personaggi: la sorella Licia Cossetto, il Professor Ambrosin, i fratelli Adria e Angelo Visantrin, il giovane Giorgio, i partigiani jugoslavi e varie altre personalità che permettono di comprendere i diversi stati d’animo e le scelte della popolazione istriana dell’epoca.

I realizzatori di Red Land hanno coraggiosamente fatto riemergere una scomoda pagina di storia.  Questo film contribuisce ad annientare 75 anni di silenzio sui tragici eventi vissuti dalla popolazione istriana, fiumana e dalmata alla fine della seconda guerra mondiale.

Red Land prima di essere un film è un atto di libertà, cultura e memoria, contro ogni strumentalizzazione storica e contro l’assordante silenzio che ha avvolto l’argomento per 75 lunghi anni. L’auspicio è che Rosso Istria sia l’inizio di un lavoro culturale su vasta scala finalizzato a trattare con la giusta importanza l’eccidio delle foibe.

Un plauso va al coraggio di chi ha voluto trattare un tema così delicato, per un lavoro che prima di ogni prova di gradimento deve preoccuparsi di abbattere la retorica del pregiudizio ideologico e culturale.

Non possiamo che concludere con le significative parole espresse dal regista Maximiliano Hernando Bruno sul proprio profilo Facebook:

“Cara Norma, il nostro viaggio insieme è giunto alla fine. Oggi finalmente la tua storia arriva nei cinema di tutta Italia, ognuno potrà conoscere la tua storia e quella di tanti Italiani uccisi. È stato un viaggio duro, faticoso e maledettamente difficile…ore…giorni…mesi…anni. Ora questo tuo bel sorriso che mi ha accompagnato durante il lungo percorso ha finalmente motivo di esistere. Sorridi Norma! Sorridi! Ce l’abbiamo fatta!”.

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