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Ripartire dall’esempio della Vandea?

La nostra patria è la nostra Fede, la nostra terra. Ma la loro patria, che cos’è? Lo capite voi? Vogliono distruggere i costumi, l’ordine, la Tradizione.”

Questo è ciò che diceva François de Charette, comandante dei vandeani durante i moti insurrezionali e soprannominato “Le Roi de La Vandèe”, il Re della Vandea.

Fa rabbrividire pensare che questa frase, detta circa 200 anni fa, è molto attuale. Sì, perché come successe durante la Rivoluzione Francese anche oggi c’è chi vuole distruggere la nostra Identità, la nostra Tradizione. Anche oggi c’è chi vuole distruggere il concetto di Patria e di nazione, al fine di portare avanti una nuova idea di “patria”, se così lo si può chiamare. Una “patria” senza confini, senza frontiere, posta al distruggere ogni tipo di cultura al fine di crearne una nuova, unica.

Nel 1700 a portare avanti questi nuovi valori era la nascente classe borghese, il “Terzo Stato”, oggi, analogamente alla rivoluzione francese, sono le nuove “elitè”: banche, ong, intellettuali e, ovviamente, la sinistra radical-chic.

“Elitè” che, sempre conforme agli ideali illuministi, vuole ammantare le proprie rivolte come rivolte di popolo quando al contrario, a farne le conseguenze, era ed è proprio il popolo stesso. E’ ovvio, che oggi, si vuole fare lo stesso. Perché qual è il miglior modo di distruggere uno Stato per crearne uno nuovo? Facile rispondere.

Il miglior modo è infatti quello di distruggere i valori e le radici di una nazione. Perché un popolo senza identità, non è nulla. Ed è proprio dal nulla, dall’appiattimento più totale, che si vuole creare uno stato in cui tutti si conformino, senza distinzioni. Uno stato, dunque, senza carattere e, soprattutto, senza punti di riferimento.

Punti di riferimento invece è quello che serve all’Italia per rinascere. Partendo da zero, sì, ma con il valore e gli Ideali che hanno portato avanti i nostri Padri. Con i valori che sono riusciti a far grande la nostra storia, i valori dei nostri eroi, scrittori, artisti che dei finti ideali globalisti se ne sono fregati, perché l’unica cosa che contava per loro era l’Italia, ed è proprio da essa che noi dobbiamo ricominciare, lottare.

Lottare contro il moralismo e il finto solidarismo, lottare contro le “elite” affinché sia ribadito il nostro amore incondizionato per la nostra Terra, per la nostra Identità! Perché quello che forgia realmente la Patria sono sangue e sacrificio. Questo è ciò che hanno fatto i vandeani durante la Rivolta contro la Tirannia degli ideali Illuministi, questo è ciò che hanno dato gli italiani per difendere i confini nella grande guerra contro l’invasore. Questo è ciò che ribadisce chi realmente lotta ogni giorno contro i benpensanti e i politicamente corretti, al fine di portare in alto, ancora una volta, l’attaccamento alla propria Tradizione. E non importa se qualcuno taccia chi lotta per la Patria come “bigotto” poiché “di fronte a questi demoni che rinascono di secolo in secolo, noi siamo la gioventù!”

 

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