Attualità

Stupidario da Coronavirus

È presto, forse, ancora per tutto.
Per le analisi (non solo quelle sociopolitiche, o economiche, o tecnico scientifiche, ma anche quelle a cui sarà doveroso sottoporre gli innumerevoli “guru” improvvisati del “abbraccia un cinese” o del “tanto allarmismo per una banale influenza”), per le riflessioni seriose sul destino&dintorni, per la valutazione degli eventi che copiosamente si susseguono a ritmo di uno schioccar di dita.
Per tutto questo, comunque, il “grande pensatoio” che racchiude umili e anime belle, semplici e illuminati è già da tempo in piena attività e sforna ogni giorno chicche e diamanti grezzi di cui davvero, una volta finito tutto, dovremo ricordarci.
Ne abbiamo compilato un veloce “stupidario”, in continuo aggiornamento.

“ANDRÀ TUTTO BENE” – Il mantra più in voga dall’inizio della clausura forzata. Lo leggi in quasi ogni strada o piazza, in piccolo su fogli A4 mezzi strappati o a caratteri peroidali su metri di lenzuolo appeso ai balconi, e mentre ti capita di notarlo mentalmente reciti quelle parole alla maniera di un Rocky malridotto e sanguinolento che tuttavia convince sé stesso e gli altri che “non fa male, non fa male!”.
Invece che seguire l’ennesima scimmiottatura paesana da film americani, con tutto un contorno da teatrino hippy invero poco onorevole, sarebbe bene riappropriarsi di un po’ di sana etica romana secondo la quale le cose “andranno bene” soltanto se faremo tutti il necessario perché non vadano più male. Il resto sono le favole che si raccontano ai bambini illudendoli che ripetendo una frase le cose si aggiustino da sole.

TRICOLORI (E CANTI) AL VENTO – In tanti hanno scorto nell’esposizione di Tricolori ai balconi (la storia d’Italia è una storia di balconi, ça va sans dire) accompagnati, specie all’inizio, da improbabili dimostrazioni canore individuali o corali, uno scatto di rinato orgoglio patriottico allo scopo di unirci per fronteggiare il nemico invisibile che viaggia in mezzo a noi.
Vorremmo tanto dar ragione a questi romantici visionari, eppure sarebbe così sbagliato ed “eretico” scorgerci ancora una volta un istinto di pura autoconservazione, un sano egoismo volto alla difesa individuale e familiare che sommandosi diventa collettiva? La molla principale del nostro comportamento pare più essere questa che l’amor patrio da sempre sognato e auspicato. Quanto ai canti dai balconi nascono dalla voglia di giocare, socializzare, fare ammuina; tanta simpatia e gaiezza, ma un po’ poco per poter parlare di orgoglio nazionale.

“PROTEGGIAMO GLI ANZIANI!” – Non appena scienziati, opinionisti o gente comune, nel tentativo di ridurre la portata omicida del virus cercando affannosamente di circoscrivere agli anziani i principali bersagli dell’epidemia (che poi è null’altro che la verità, dati alla mano), un fuoco di fila di indignazione mista a compatimento pietoso si è abbattuto su questi improvvidi, definiti “cinici”, non del tutto “umani”.
Ma di quali anziani stiamo parlando, di grazia? Quelli che dimentichiamo negli ospizi?
O che abbandoniamo nelle mani di badanti più o meno qualificate? Quelli che come genitori ci hanno cresciuto come meglio potevano e che ora ci fanno lamentare di quanto oneroso sia pagare loro la pensione o la badante?
Non sentiamo salire dagli antri nascosti della nostra coscienza degli acri lezzi di ipocrisia quando ci erigiamo su un qualche pulpito (meglio se in favore di telecamere) a urlare al mondo “proteggiamo i nostri anziani!”?
Una scusa, nobilissima e velata di buoni sentimenti ma pur sempre una scusa per fingere di occuparsi dei deboli, quando in realtà, avendo noi da tempo relegato al passato tutti i nostri bisogni ancestrali di socialità e di solidarietà per votarci completamente al culto dell’isolamento psicologico da smartphone, questo sì davvero pericoloso, a premerci non è altro che la fedeltà all’unici vero principio morale che ci rende ogni giorno ciò che siamo: mors tua vita mea.

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